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Inquinamento

Il 6 settembre è il Plastic Overshoot Day: avremo più plastica di quella che possiamo gestire

ecoincitta.it

Il 6 settembre è il Plastic Overshoot Day, ovvero il giorno in cui la quantità di rifiuti plastici prodotta supera la capacità dei sistemi di gestione di raccoglierla in modo sicuro. Significa che tutta la plastica non trattata si disperderà nell’ambiente. Il WWF Italia sottolinea che siamo di fronte ad una criticità che non può essere affrontata da un solo attore ma richiede una responsabilità condivisa e un’azione collettiva e lancia il paper “Plastica, una rivoluzione da arginare”.

Invertire questa tendenza richiede un cambiamento profondo nelle strategie e nei modelli produttivi. È necessario ridurre la produzione di plastica vergine, eliminare progressivamente le sostanze chimiche più pericolose, progettare prodotti per essere riutilizzati e realmente riciclati e rafforzare la responsabilità dei produttori lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti – dichiara Giorgio Bagordo, Plastic Senior Expert del WWF Italia.

Plastic Overshoot Day: la plastica continua a mettere sotto pressione il Pianeta

Negli ultimi anni il Plastic Overshoot Day si è spostato leggermente verso la fine dell’anno, ma il miglioramento nella gestione dei rifiuti è stato annullato dall’aumento della produzione di plastica. Negli ultimi cinque anni, i rifiuti plastici gestiti in modo inadeguato sono cresciuti di oltre 3 milioni di tonnellate e, senza interventi sulla produzione e sul consumo, potrebbero quasi raddoppiare entro il 2040.

Secondo EA – Earth Action, nel 2026 il 31,6% della plastica prodotta e consumata nel mondo sarà gestito in modo improprio: circa 72 milioni di tonnellate potrebbero finire nell’ambiente, contaminando suolo, acque e atmosfera. Dodici Paesi, guidati da Cina, Russia, India, Brasile e Messico, sono responsabili del 60% dei rifiuti plastici mal gestiti.

L’Italia si trova in una posizione intermedia: il suo Plastic Overshoot Day cade il 5 novembre, meglio della media globale ma distante dalle performance di Paesi come Svizzera, Francia e Spagna. Con circa 61 kg di rifiuti plastici pro capite all’anno, l’Italia rientra tra gli “Overloaders”, i Paesi che producono grandi quantità di rifiuti plastici. Per invertire la tendenza servono soprattutto prevenzione, riduzione dei consumi, riuso e un riciclo più efficace.

Una minaccia anche per la salute

L’inquinamento da plastica riguarda anche la salute umana. Micro e nanoplastiche sono state rilevate in diversi organi e tessuti, tra cui cervello, placenta e sistema cardiovascolare. Restano da chiarire molti degli effetti a lungo termine, mentre preoccupano anche le numerose sostanze chimiche impiegate nella produzione della plastica.

Tra queste ci sono i PFAS, sostanze utilizzate in numerosi prodotti e processi industriali. Dal 12 agosto 2026 sono in vigore nell’Ue nuovi limiti per i PFAS negli imballaggi alimentari, nell’ambito del regolamento PPWR.

Serve un cambio di rotta

Per il WWF, il Plastic Overshoot Day è un ulteriore segnale della pressione esercitata dalle attività umane sugli ecosistemi. Le città hanno un ruolo centrale: prevenzione, riuso, raccolta differenziata di qualità e sistemi di gestione efficienti possono ridurre la dispersione della plastica nell’ambiente.

Il WWF chiede infine ai governi di riprendere i negoziati per un Trattato globale sulla plastica ambizioso e vincolante, capace di intervenire sull’intero ciclo di vita della plastica e sulle cause strutturali dell’inquinamento.

Adotta una spiaggia e libera la natura dalla plastica 

Per attivarsi a livello locale, grazie all’iniziativa “Adopt a Beach-ADOTTA UNA SPIAGGIA” è possibile diventare protagonisti della tutela del mare liberando dalla plastica il tratto di spiaggia più amato: cittadini, famiglie, gruppi di amici, scuole, associazioni locali possono collegarsi alla piattaforma dedicata e individuare un tratto di costa legato ai propri ricordi o semplicemente un luogo da restituire alla sua bellezza originaria per un’azione concreta di citizen science. Quest’estate l’iniziativa ha anche visto la collaborazione tra WWF e Mediafriends per una campagna di sensibilizzazione capillare sui canali e piattaforme social del Gruppo Mediaset.